Basically an automated Bechdel Test.

Writer per Mac

Vi ricordate Writer? E’ un’applicazione per iPad che fa questo: vi lascia scrivere senza tentare di distrarvi con inutili funzioni. Troppo poco? Dovreste provarlo, e se vi piace scrivere senza dubbio lo apprezzerete. E’ un editor di testi, molto semplice, minimalista all’estremo, quasi senza opzioni, che però raggiunge perfettamente il suo scopo: offrire all’utente un ottimo strumento di scrittura.

Era solo per iPad, fino a ieri, ma i suoi creatori – quelli di Information Architects – l’hanno portato anche su Mac. Costa 17 dollari e lo si compra dal Mac App Store. E’ un’alternativa più costosa a Byword, software con una filosofia molto simile.

Ne vale la pena? Sinceramente non so ancora dirvelo con certezza, per due ragioni. Una prima è che anche Byword – che fino ad oggi ho utilizzato – è piuttosto valido. Una seconda è che 17 dollari rispetto agli 0,99 della corrispettiva versione per iPad sono un gap di costo consistente.

Che Writer superi Byword nella qualità non ho dubbi a crederlo: vari accorgimenti e una cura nei dettagli esasperante gli permetteranno di raggiungere questo traguardo. Che gli utenti siano disposti a spendere 17 dollari per un editor di testi un po’ sì: non è che ritenga che il software non valga 17 dollari, quanto piuttosto credo che le alternative al software non siano abbastanza inferiori dal punto di vista qualitativo da spingere un utente a spendere una cifra maggiore per Writer.

Magari sbaglio.

Torniamo indietro?

Parlano tutti di Flipboard, un’applicazione per iPad che esiste da un solo giorno, o poco più, ma che ha in poche ore attirato l’attenzione dell’intera blogosfera. Eppure non è così rivoluzionaria e, sarò strano io, ma a me neppure entusiasma molto.

L’idea principale dietro al programma è quella di creare, utilizzando come base le notizie segnalate dai propri contatti di Facebook e Twitter, un magazine sociale che si adatti alla propria rete di conoscenze. Il software quindi non fa che impaginare gli articoli che ci vengono segnalati su Twitter o condivisi via Facebook in un layout simile a quello dei magazine cartacei. In altre parole aggrega in modo alternativo un contenuto che eravamo abituati a gestire differentemente. Lo aggrega in un modo legato al passato, nella forma della rivista che, personalmente, nemmeno ritengo si adatti molto al caso. Per leggere Twitter ci sono decine di client che svolgono un lavoro egregio, per venire a conoscenza delle novità pubblicate su Facebook il sito è forse la soluzione migliore. A che scopo, quindi, Flipboard? Dare risalto ai contenuti che vengono segnalati su queste due piattaforme, forse. Anche se i contenuti molto spesso, soprattutto quelli proposti sulla seconda, non hanno molto valore.

Non fraintendetemi, però. Il software è bello, ben fatto, la grafica è curata nei minimi dettagli ed utilizzarlo è un piacere. Il download è consigliato, se non altro per provarlo almeno una volta. Ma forse è solo per questo, che se ne parla: per la sua estetica. E la domanda che viene da porsi, quindi, è se sia utile o solamente bello. E l’entusiasmo di questi giorni, quindi, poco giustificato.

Quando il Mac non elimina ciò che dovrebbe eliminare

Una cosa che ho sempre odiato è il modo in cui il Mac gestisce le chiavette USB. Per essere ancora più dettagliati, il modo in cui il Mac cancella/non cancella i file all’interno delle chiavette USB.

Il punto è che quando scegliamo di eliminare un file dalla chiavetta, Macintosh non lo elimina veramente fino a quando non abbia svuotato il cestino. Se noi lo eliminiamo senza svuotare il cestino infatti resta all’interno del drive USB una sottospecie di file (situato all’interno di una sottospecie di cartella), non visibile nel Finder, che continua ad occupare spazio. Se poi svuotiamo giorni dopo il cestino, a chiavetta scollegata, quel file rimarrà al suo interno e l’unica cosa che ci resterà da fare sarà formattare la chiavetta, per riottenere quello spazio occupato da un file che noi pensavamo aver già cancellato.

Curb è un programmino molto semplice, gratuito, creato per un solo scopo: eliminare questi file dalla pendrive.

iWork senza iWork

Questa è veramente una cosa interessante: sembra che i file creati con iWork siano in realtà dei file .zip, con all’interno file XML e plist. Il che porta un evidente vantaggio: se iWork non l’avete sul vostro Mac ma ricevete uno scritto creato con Pages, una presentazione realizzata con Keynote o una tabella compilata con Numbers potete aprirli lo stesso. Come?

Aggiungente alla fine del nome del file l’estensione .zip: il file diverrà un pacchetto zip. Poi tutto quello che dovrete fare è aprirlo. All’interno della cartella Quicklook troverete un file .pdf con il documento originale.

[Via Downloadsquad]

Growl sbarca sull’iPhone

Growl è considerata da molti Mac Users un’applicazione indispensabile, la prima che ogni possessore di un nuovo Mac dovrebbe installare.

Grazie al software 3.0, e alla possibilità di utilizzare le notifiche Push, si è tentato di portarla anche sull’iPhone, ed è da questo tentativo che è nato Prowl. In vendita a 2,39 euro sull’App Store, permette di ricevere sull’home screen del dispositivo tutte i messaggi di Growl che passano sul proprio Mac, quindi l’arrivo di un nuovo messaggio instantaneo o la conclusione del download di un torrent.

Google Chrome è arrivato su Mac

Google Chrome, il browser di Google, è disponibile a partire da oggi per Mac.

A dire il vero non è una vera e propria prima versione del programma, ma una beta seriamente in fase di testing, tanto che ad ogni avvio un avviso impossibile da non notare vi notifica che è molto possibile che avvengano crash e malfunzionamenti: sarebbe destinata agli sviluppatori, infatti, e non hai comuni utenti. Tuttavia la si può già scaricare, e provare, senza in realtà frequenti problemi.

E credo che nonostante tutto non potrebbe andare peggio di Safari: solo oggi a me è andato in crash quattro volte.

Ego: applicazione per controllare la propria popolarità in rete

A molti blogger potrebbe risultare utile tenere sotto controllo le statistiche del proprio sito dall’iPhone. Sempre a molti blogger potrebbe interessare sapere il numero di followers odierni su Twitter, per controllare se la propria popolarità sia aumentata. Ad altri ancora potrebbe far piacere avere una stima di quanti siano gli iscritti al feed di feedburner in data odierna.

Ad adempire a tutti questi compiti ci pensa Ego, un’applicazione in vendita a 1,59 euro dall’App Store pensata per fornire una sintetica panoramica sui dati di quattro fra i servizi web più utilizzati per tracciare la propria popolarità in rete:

  • Feedburner
  • Google Analytics
  • Mint
  • Twitter

Ottima dal lato estetico; comoda, pratica e veloce per quanto concerne il suo compito. Si presenta con un’interfaccia grafica pulita in cui sono inseriti uno o più widget, ciascuno relativo a uno dei servizi web disponibili nell’app. Dopo averli configurati verrà immediatamente mostrato il numero di visitatori o iscritti odierni (a ogni pressione su un widget si passerà alla visualizzazione dei visitatori settimanali, mensili, etc.) al proprio sito, blog o feed.

Safari140: estensione di Safari per Twitter

Safari140 è una piccola utility attraverso cui gestire il proprio account di Twitter da Safari. Di applicazioni per Twitter ce ne sono molte, e alla fine diventa anche piuttosto difficile scegliere quella da utilizzare visto che alcune paiono molto simili fra loro e altrettanto valide.

Tuttavia questa, per semplicità e immediatezza, si colloca in una buona posizione. Il funzionamento è più o meno il seguente: direttamente sotto il menù file di Safari, dopo l’installazione, verrà aggiunga una nuova voce: Post to Twitter. Selezionandola si aprirà un piccolo box in cui scrivere il nostro messaggio di stato e postarlo sul profilo.

Se non avete l’esigenza di leggere i twitt dei vostri amici, e dunque non vi serve un client completo, Safari140 può essere una buona soluzione.

MacBoundle: 13 valide applicazioni per Mac ad un prezzo scontato

Negli ultimi due anni sono nati molti boundle che hanno tentato di vendere una raccolta di applicazioni a prezzo stracciato ai Mac Users. Il più recente da annoverare fra questi è MacBoundleBox, in vendita ad un costo di 49 dollari ma con all’interno 13 applicazioni da valore totale di 333,82 dollari.

L’offerta sarà valida come sempre per un periodo limitato di tempo, ovvero fino al 12 Marzo. Se lo acquisterete entro quella data avrete in un solo colpo la possibilità di usufruire delle seguenti applicazioni:

Dal sito dell’offerta è possibile visualizzare una descrizione e degli screenshot per ciascun programma, in modo da valutare quanto si possa essere interessati all’acquisto dell’intero pacchetto. L’offerta, tuttavia, sembra essere molto valida e, fossi in voi, un pensierino ce lo farei.

(da segnalare che, inoltre, con l’acquisto del boundle il 5% del vostro pagamento verrà donato a Charity:Water, un’associazione che dovrebbe aiutare quelle persone che non hanno accesso ad acqua potabile. Un video, spiega l’idea dietro al progetto)

Pocket God

Che tipo di Dio sareste? Benevolo o cattivo? Pocket God è una divertente applicazione per iPhone che vi permette di scoprirlo, fornendovi un’isoletta e degli abitati, che potete nutrire e curare o maltrattare propinandogli le sciagure che più preferite. Ovviamente è molto più divertente torturare gli abitanti che limitarsi a osservarli mentre beati girovagano per questa minuscola isoletta, ecco perchè è molto meglio lanciarli nell’acqua, fargli cadere le noci di cocco in testa, scaraventarli nel vulcano sullo sfondo provocando un’eruzione o carbonizzarli con fulmini.

Il giochino può essere considerato forse una sorta di antistress: nel caso sentiate l’esigenza di prendervela con qualcuno accedente l’iPhone, aprite l’applicazione e scatenate la vostra ira su questi poveri diavoli.

Il software ha un costo di 0,79 centesimi di euro e un peso che si aggira sui 24 Mb. Seppur essenzialmente inutile, è molto divertente.

Come personalizzare Safari 4

Torno per un attimo a parlare di Safari 4, rilasciato ieri da Apple, e di alcune possibilità di personalizzazione offerte all’utente. E’ possibile che infatti non tutti apprezzino alcune delle novità introdotte nella nuova versione del browser internet della mela. Se così fosse, è altrettanto possibile ripristinare alcune delle caratteristiche del vecchio Safari senza dover rinunciare alla nuova versione.

Per esempio io trovo molto scomoda la nuova collocazione dei tab, sopra la barra degli indirizzi. Tuttavia fare in modo che i tab tornino a stare sotto questa è molto semplice: non occorre altro che fare copia e incolla in Terminale della seguente stringa di codice:

defaults write com.apple.Safari DebugSafari4TabBarIsOnTop -bool NO

Altrettanto semplice è far ricomparire la barra di caricamento azzurra che colorava pian piano la barra degli indirizzi, segnalando lo stato di apertura della pagina web. Per farlo, sempre da Terminale, occorre scrivere le due stringhe seguenti:

defaults write com.apple.Safari DebugSafari4IncludeToolbarRedesign -bool NO

defaults write com.apple.Safari DebugSafari4LoadProgressStyle -bool NO

Se poi a Coverflow siete allergici (personalmente lo trovo tanto bello quanto pesante e poco immediato) la rimozione è altrettanto semplice:

defaults write com.apple.Safari DebugSafari4IncludeFlowViewInBookmarksView -bool NO

Per concludere, se Google vi sta antipatico e non volete che Safari vi fornisca i risultati dal campo di ricerca, utilizzate la seguente stringa:

defaults write com.apple.Safari DebugSafari4IncludeGoogleSuggest -bool NO

(Per poi, nel caso in futuro vi pentiste dei cambiamenti, reimpostare i valori iniziali, semplicemente sostituite i NO finali di ogni stringa con un YES)

Apple rilascia Safari 4

Un po’ inaspettatamente giunge all’improvviso da Apple una nuova versione di Safari, che porta il browser a raggiungere la realse 4.0. Io la sto scaricando in questo momento: lo si fa da Apple.com, gratuitamente. Nonostante infatti si tratti ancora di una beta Apple ha deciso di permetterne il download sia per Mac che per Windows a tutti gli utenti.

Le principali novità sono un nuovo welcome screen per raccogliere le pagine più visitate, che ricorda Apple Tv per la grafica e Google Chrome per l’idea, l’inclusione al suo interno di Coverflow (che oramai è stato messo un po’ ovunque), lo spostamento delle tab sopra la barra degli indirizzi (normalmente erano collocate sotto di essa) e, per concludere, un miglioramento delle prestazioni grazie all’adozione di Nitro, un motore che dovrebbe permettere il caricamento dei file Javascript 30 volte più velocemente rispetto a Internet Explorer, 3 rispetto a Firefox.

L’OS del Mac Plus sull’iPhone

Se avessi un iPhone sbloccato, penso l’installerei all’instante. Sto parlando di Mini vMac, ovvero un’applicazione per iPhone e iPod Touch sbloccati che emula in maniera oserei dire praticamente perfetta l’OS di un vecchio Mac+. Il video sopra lo mostra all’opera: un software che forse all’apparenza potrebbe sembrare inutile, ma che tuttavia ci permette di fare un tuffo nel passato della mela. Un software adatto ai Mac Users di vecchia data, nostalgici.

Sarebbe bello se un giorno queste applicazioni venissero accettate da Apple e di conseguenza inserite nell’App Store (anche se la cosa, almeno per ora, pare alquanto ardua).

Html a portata di iPhone

Se scrivete pagine in html, php o altri linguaggi web conosciuti, o se questi codici cominciate a masticarli tuttavia avendo molto spesso dei dubbi al riguardo, esistono delle applicazioni per iPhone studiate per venirvi incontro.

Raccogliendo infatti i codici più conosciuti, vi permettono di ricercare e controllare che quello che avete appena scritto sia giusto e, eventualmente, di correggerlo. Ricche di esempi, sono delle ottime e pratiche raccolte dei principali tag, che potrebbbero tornare utili in ogni momento si abbia un dubbio.

In vendita a 0,79 centesimi di euro ciascuna, sono, per ora, quattro:

  • Una relativa al php
  • Una all’html
  • Una al Javascript
  • Un’ultima a jQuery