David Heinmeier ha creato Ruby on Rails e fondato, più di dieci anni fa, Basecamp. Basecamp è un software per coordinare e collaborare su un progetto, recentemente completamente ridisegnato. Basecamp ha avuto negli anni un discreto successo, ma non ha mai disruptato nulla, né è mai diventato un unicorn ricevendo milioni su milioni da investitori.

E, scrive David, va bene così. Va bene fondare una startup senza nemmeno avere l’ambizione di possedere tutto — e purtroppo questa cosa va specificata perché il gergo degli investitori, e le loro aspirazioni, sembrano essere diventate le uniche possibili aspirazioni di qualsiasi startup dei giorni nostri.

In un recente post David Heinmeier racconta come la narrazione della Silicon Valley stia rovinando l’ambiente delle startup, presentandosi come l’unica possibile via di successo:

It didn’t disrupt anything. It didn’t add any new members to the three-comma club. It was never a unicorn. Even worse: There are still, after all these years, less than fifty people working at Basecamp. We don’t even have a San Francisco satellite office!

I know what you’re thinking, right? BOOOORING. Why am I even listening to this guy? Isn’t this supposed to be a conference for the winners of game startup? Like people who’ve either already taken hundreds of million in venture capital or at least are aspiring to? Who the hell in their right mind would waste more than a decade toiling away at a company that doesn’t even have a pretense of an ambition for Eating The World™.

Well, the reason I’m here is to remind you that maybe, just maybe, you too have a nagging, gagging sense that the current atmosphere of disrupt-o-mania isn’t the only air a startup can breathe. That perhaps this zeal for disruption is not only crowding out other motives for doing a startup, but also can be downright poisonous for everyone here and the rest of the world.

Akinori Machino:

Helvetica, which was replaced by San Francisco fonts, was created in Switzerland in 1957, when there were no digital devices. Helvetica is widely used by many companies as the corporate type even now, and no doubt it will be used for the future as a great classic font.

San Francisco, on the other hand, is a modern font. It will change the typefaces dynamically according to the context. It is a kind of “Digital Native” fonts for the digital age.

Diciamo che è responsive.

Padlet ne racconta l’ambiente, in maniera ironica:

Alex: I have a startup. We are Yelp for contractors.
Ben: I have a startup too. We are contractors for Yelp.
[Pause]
Together: Business model … yada yada yada Paul Graham … Series A … lorem ipsum Google sucks.

This, in itself, is not a problem; I enjoy these conversations. The problem is that they often render you incapable of any other forms of communication. E.g.:

Girlfriend’s dad: Great weather today.
Ben: Yeah. It’s beautiful.
[Pause]
[Longer pause]
Ben: So I see you use an iPhone. Android sucks, huh?

Come utilizzare il font di sistema nel proprio sito

Se ne era fatto accenno, ma l’altro ieri la possibilità è stata ufficialmente documentata sul blog di WebKit. È possibile utilizzare il font di sistema di iOS e Mac OS (quindi San Francisco) specificandola nel proprio CSS semplicemente con font-family: -apple-system.

È in corso una discussione al W3C per standardizzare la proprietà, ed eventualmente sarà possibile specificarla semplicemente con system. È persino possibile specificare direttamente degli stili, ovvero una determinata dimensione e pesantezza dei caratteri, con queste proprietà:

font: -apple-system-body
font: -apple-system-headline
font: -apple-system-subheadline
font: -apple-system-caption1
font: -apple-system-caption2
font: -apple-system-footnote
font: -apple-system-short-body
font: -apple-system-short-headline
font: -apple-system-short-subheadline
font: -apple-system-short-caption1
font: -apple-system-short-footnote
font: -apple-system-tall-body

Craig Hockenberry:

Apple has started abstracting the idea of a system font: it doesn’t have a publicly exposed name. […]

The motivation for this abstraction is so the operating system can make better choices on which face to use at a given weight. Apple is also working on font features, such as selectable “6″ and “9″ glyphs or non-monospaced numbers. It’s my guess that they’d like to bring these features to the web, as well.

Come risultato di questa astrazione, è possibile chiamare il font di sistema del Mac con un nome generico. Invece di fare riferimento a San Francisco, si può fare riferimento (e, siccome deve funzionare anche per app basate su webview, funziona anche sul web) a -apple-system-font.

Ad esempio:

body {
  font-family: -apple-system-font, HelveticaNeue, LucidaGrande;
}

Tutto questo, come specifica Craig, è molto poco documentato al momento (e non supportato da Chrome).

San Francisco

Una sessione del WWDC dedicata a introdurre San Francisco, il nuovo font di OS X e iOS.

Consiglio di guardarla, perché vengono spiegate le differenze fra le diverse famiglie tipografiche (ad esempio, in cosa differisce San Francisco Compact, in uso su Apple Watch, dall’originale) e si entra nei dettagli — e nelle motivazioni — dietro San Francisco.

A presentarla è Antonio Cavedoni, che è bravissimo e spiega molto bene — anche per chi di tipografia sa poco o nulla.

Il Macworld si avvicina…

Come mostrano questa ed altre immagini, pubblicate da arstechnica, dalle parti in cui si terrà il Macworld, vale a dire al Moscone Center di San Francisco, si stanno iniziando già da ora i preparativi per il grande evento della mela, tanto è vero che sono stati affissi i primi cartelloni pubblicitari.

Mancano 10 giorni al 15 Gennaio. Ancora poco e finalmente sapremo cosa ha in serbo Apple per noi…