Non una riproduzione ma un’evoluzione

Considers whether Jobs “stole” the personal computer from Xerox, or whether it is more accurate to say that he and Apple adapted some of Xerox PARC’s ideas for a different audience.

Il numero del New Yorker del 16 Maggio contiene un articolo piuttosto interessante per noi Mac Geek, “Creation Myth“, in cui viene narrata la visita di Steve Jobs allo Xerox PARC e la successiva creazione del mouse. Nel corso dell’articolo si prova a spiegare che, al contrario di come vuole il “mito”, Jobs non rubò l’idea del mouse alla Xerox: la storia è un po’ più complessa di come la si racconta.

E’ vero che il desiderio di creare un mouse nacque in Jobs solo a seguito di quella visita ma una delle direttive che Jobs diede all’uomo a cui affidò l’incarico di progettare il mouse era che non somigliasse troppo a quello della Xerox. Doveva avere un solo bottone e non costare 300 dollari. Quello della Xerox, aveva tre bottoni e costava tantissimo.

Quindi cosa prese Jobs dalla Xerox, l’idea del mouse? Non è molto accurato dire questo, visto che la Xerox non ha mai posseduto l’idea del mouse. I ricercatori del PARC la presero dall’informatico Douglas Engelbart. Engelbart sognava già nella metà degli anni ’60 di poter muovere con un oggetto separato dal resto un cursore su di uno schermo. Se prendessimo il mouse di Engelbart, quello della Xerox e quello della Apple e li mettessimo uno di fianco all’altro non vedremmo una riproduzione di un oggetto ma una evoluzione.

E lo stesso vale per la GUI: quella della Xerox aveva sì le icone ma selezionandole veniva mostrato all’utente un pop-up con un elenco delle “scelte” da compiere. Jobs volle portare l’interfaccia grafica un passo oltre ed eliminare questo ostacolo fra “ciò che desiderava fare l’utente” e il computer: se si voleva ingrandire una finestra doveva essere possibile farlo direttamente, prendendone un lato. Gli ingegneri di Apple inventarono poi la menù bar, il menù a tendina e il cestino, tutte funzioni che finirono col semplificare la vita all’utente.

Ovvero quello che Apple fece, in entrambi i casi, fu migliorare l’idea, non rubarla, e adattarla ad un pubblico diverso:

La differenza fra una manipolazione diretta e indiretta, fra tre bottoni e un bottone, fra trecento dollari e quindici, non è banale. E’ la differenza fra qualcosa pensato per gli esperti, che la Xerox aveva in mente, e qualcosa di appropriato per la massa, che Apple aveva in mente. Apple voleva costruire un computer popolare.

Ecco come saranno la tastiera e il mouse di Apple nel futuro prossimo

Seppur ad un primo sguardo la tastiera dell’immagine possa apparire una normale keyboard pari a quelle attualmente in commercio, vista nel particolare vi si possono trovare all’interno dettagli e funzioni assenti normalmente che Apple in un futuro potrebbe non troppo difficilmente decidere di implementare. Queste sono un pad Multi Touch, che permetta di effettuare tutti i movimenti con le dita per ora possibili dai portatili della mela ma non dai computer fissi, un allaccio USB al computer attraverso la chiusura MagSafe (studiata e utilizzata in questo momento per il caricatore), Bluetooth e retroilluminazione dei tasti.

La stessa persona che ha immaginato la tastiera si è poi divertita nel realizzare anche un concept del futuro mouse, la cui caratteristica principale sarà una superficie piana nella quale verrà inserita la tecnologia Multi Touch e in secondo piano l’utilizzo della tecnologia MagSafe per il collegamento al Mac.

Soprattutto per quanto concerne il mouse, a me paiono ben riusciti.

Multi-Touch, MagSafe, backlit and Bluetooth. Shout-out to Chris McCormack.

Apple farà un nuovo mouse?

In un periodo in cui i computer Apple stanno diventando tutti di alluminio è strano vedere che il mouse prodotto dall’azienda, che di norma ha sempre seguito le linee base degli altri prodotti (ricordo a tal proposito il mouse rotondo in plastica colorata trasparente studiato per l’iMac), sia rimasto alla vecchia plastica bianca tralslucida.

Yanko Design come molte altre volte ha preso la palla al balzo e ha tentanto di raffigurare in un concept il futuro mouse della mela, quello che potrebbe andare a sostituire l’attuale Mighty Mouse, ispirato al design dei MacBook e degli iMac.

[Via Delymyth]

Il mousepad perfetto per l’iMac

Siccome molto spesso l’estetica è importate per i Mac Users, i quali solo soliti soffermarsi non solo sul lato tecnico di un prodotto, è possibile che si arrivi al punto da volere un pad per il proprio mouse che si adatti alle linee del Mac e non stoni troppo affiancato ad esso.

Se si è a questo livello, se si è giunti al punto da guardare le cose fino a questi dettagli, e se si possiede un iMac di ultima generazione o un Mac Pro (entrambi caratterizzati dalla prevalenza di alluminio) la soluzione ricercata può essere fornita da macpadd.com, sito che ad un costo di 24 dollari mette in vendita un tappetino per il mouse molto particolare, fatto di metallo.

Personalmente, avendo un MacBook Pro e preferendo il trackpad al mouse, non ho di questi problemi. E, comunque, se un giorno dovessi mai sentire l’esigenza di convertirmi al Mighty Mouse, che in questo momento giace inerte in una scatola piena di cavi, penso che ricorrerei a questo mousepad a forma di mela, acquistato un annetto addietro in un rivenditore Apple di Lucerna.

Il più grande mouse USB del mondo

Si sa che, noi Mac Geek, vediamo Apple un po’ da tutte le parti. Se per esempio a una normale persona facessimo vedere una costruzione come quella della fotografia sopra, realizzata in Cina da Paul Andreu nel 2001 e ospitante attualmente il National Centre for the Performing Arts, non noterebbe alcuna somiglianza con l’Apple USB Mouse che circolava ai tempi degli iMac colorati, come invece hanno notato Tuaw, i suoi lettori e centinaia di altri blog.

Ora manca solo un bell’iMac gigante e colorato da parte, collegato col mouse mediante un tunner bianco, e abbiamo realizzato la seconda meta per ogni Mac User dopo l’Apple Store della 5th Avenue.