Siri ha bisogno di internet per funzionare: ogni domanda che gli ponete viene prima inviata ai data center Apple, dove viene analizzata, e in seguito, sempre tramite internet, il vostro iPhone riceve la risposta ad essa relativa. Questo in qualsiasi caso, e in qualsiasi situazione. Anche se la vostra richiesta a Siri non necessità dell’uso della rete, anche se è semplicemente ‘impostami una sveglia alle 3 del pomeriggio’, anche se state dettando al telefono la stesura di un SMS. In tutti questi casi, vi serve internet.

La cosa può essere piuttosto frustrante, se la connessione è lenta o non disponibile. Ma soprattutto – e questo è il quesito che molti si sono posti – quanti dati consuma Siri? La risposta, la faccio breve, è piuttosto pochi. Secondo Arstechnica, utilizzarlo 10-15 volte equivale ad un consumo di circa 945KB:

Se possiedi un iPhone 4S e ricorri a Siri 11 volte al giorno per un mese sempre attraverso la connessione 3G del tuo operatore, puoi aspettarti di consumare circa 20MB in 30 giorni.

iPhone Lite

Da tempo circola il rumors che Apple sia in procinto di lanciare un iPhone più economico, per un mercato più ampio di utenti. Settimana scorsa l’analista Chris Whitmore ha ridato voce a questa ipotesi. A suo parere è altamente probabile che a Settembre Apple lanci non uno, ma due iPhone: l’iPhone 5 ed una versione più economica del modello attualmente in commercio, una specie di iPhone Nano o, meglio, Lite.

Come fa notare Siegler su Techcrunch, dare retta agli analisti non ha mai funzionato: raramente hanno azzeccato qualcosa, per quanto riguarda Apple. Ma, almeno in questo caso, sarebbe meglio non trattare la notizia come l’ennesima dichiarazione inutile di un analista.

Secondo Gruber basta osservare la timeline dell’iPod per scoprire come e quando l’iPhone si evolverà. Non ci sarà per sempre il nuovo modello affiancato dal vecchio modello, ma prima o poi Apple espanderà la linea introducendo dei modelli intermedi, a costo minore e differenti per caratteristiche e per collocazione nel mercato.

La domanda non è quindi se questo accadrà, quanto piuttosto quando accadrà.

Siamo sicuri che l’iPhone 5 abbia bisogno di un nuovo design?

In giro si legge, specialmente nelle ultime settimane, la possibilità che il design dell’iPhone 5 si riveli drasticamente differente rispetto a quello dell’iPhone 4. Diego Petrucci riflette riguardo questa eventualità su Saggiamente:

Solitamente Apple è un’azienda molto conservativa in termini di design e estetica, quando introduce un nuovo formato è restia a modificarlo nel breve periodo — a meno che non sia talmente innovativo e/o bello da non poterne fare a meno. L’esempio lampante è l’attuale linea dei MacBook Pro, presente da un buon numero di anni inalterata (escluse le modifiche minori).

Sono d’accordo: se un design è bello – e secondo me quello dell’iPhone 4 lo è – può durare nel tempo e mantenersi immutato per parecchi anni. Si cambia di frequente design quando non si è riusciti a creare qualcosa di iconico e veramente originale che distingue un prodotto e ne permette il riconoscimento e la distinzione dalla massa dei restanti.

E se l’iPhone 5 ritardasse? Ne abbiamo parlato a più riprese negli ultimi tempi e tutte le volte abbiamo finito con l’affermare che non sarebbe una tragedia: l’azienda non si ritroverebbe indietro rispetto alla concorrenza, l’iPhone 4 continuerebbe a vendere bene e, per concludere, nessuno sente l’esigenza impellente di cambiare il proprio iPhone 4 con un iPhone 5.

L’analista Robert Cihra spiega il perché di questa situazione: non è tanto importante l’hardware, quanto piuttosto il software.

I prodotti durano forse un anno, le piattaforme decenni. Crediamo che il cambiamento più grande avvenuto in Apple negli ultimi due anni sia stato l’esser riuscita a passare dall’essere qualcosa come uno studio cinematografico dipendente ogni volta dal rilascio di un nuovo prodotto “hit”, migliore del precedente, all’essere una “platform company”, dove è l’OS aggiunto all’hardware aggiunto all’ecosistema delle applicazioni aggiunto alla relazione stretta con i clienti a contare e a generare qualcosa che valga e duri nel tempo. Volete sapere come sarà il prossimo iPhone o iPad? Immaginatevelo solamente un po’ più sottile. Non è l’hardware quello che conta, ma il software. Beh, attualmente è il software unito all’hardware unito ai servizi in una piattaforma verticale perfettamente gestita. Come ho già detto ripetutamente, è iOS il “What’s next?” di Apple.

Niente iPhone 5: Don’t Panic

Vedo sempre più spesso persone fare il ragionamento “non prendo l’iPhone 4 perché tanto il 5 è imminente”, ragionamento fallace perché nessuno garantisce che Apple presenti un iPhone 5 a breve seguendo la programmazione degli anni passati. A ricordarcelo per fortuna c’è Jim Dalrymple – le cui fonti d’informazione interne all’azienda sono ritenute molto affidabili –  i rumors odierni e, come se non bastasse, l’annuncio del WWDC interamente dedicato, contrariamente alle edizioni scorse, al software: niente hardware, di alcun tipo. Come ricorda Michael Gartenberg a Loop Insight:

“You get caught up in patterns, and it holds true, until it doesn’t. There is no reason for Apple to follow a predictable yearly pattern, and it keeps their competition off guard a little bit.

E dunque, se il nuovo iPhone 5 slittasse mesi avanti, magari persino all’inizio del 2012, sarebbe il caso di disperarsi? Ma anche no: il modello attuale funziona benissimo e se volete un iPhone prendete quello, subito. Non ha senso aspettare, un ragionamento simile in un campo come questo è sbagliato e vi porta ad attendere in eterno per qualcosa di migliore, di più potente, di più veloce.

Autocitarsi non è bello, ma lasciatemelo fare per una volta. Riporto quindi di seguito un paragrafo di un mio vecchio articolo, “Un iPhone all’anno è più che sufficiente“.

Credo che un iPhone nuovo all’anno non solo sia più che sufficiente, ma che anzi sia forse troppo. Di una cosa infatti sono sicuro: a rendere obsoleto il mio vecchio iPhone 3GS non è stata la tecnologia sviluppata da Samsung, non è stato il Nexus S o l’ultimo LG, non è stata nessuna miglioria significativa avvenuta negli smartphone Android o nei Blackberry: a rendere obsoleto il mio iPhone 3GS è stata Apple stessa. Se non esistesse un iPhone 4 l’oramai definito vecchio 3GS vi sembrerebbe tale? Lo considerereste realmente datato rispetto agli altri modelli in circolazione? Non credo.

Una custodia per proteggere l’iPhone 4 da danni irreparabili

Se avete acquistato un iPhone 4 la prima cosa da fare, come con ogni altro prodotto Apple, è cercare una soluzione efficace per proteggerlo. Il semplice Bumper che generosamente Apple si è offerta di regalarvi, per quanto valido per rendere il vostro nuovo cellulare un dispositivo utilizzabile, non vi servirà a molto contro graffi, cadute e possibili simili attacchi. Dovrete – non si intravedono altre soluzioni – ricorrere a una custodia. Fortunatamente come sempre avrete la possibilità di scegliere fra una vasta gamma di custodie prodotte da terzi. Purtroppo il design del nuovo iPhone è leggermente differente: Apple è stata ben attenta a verificare che le custodie per iPhone 3Gs e 3G non fossero compatibili con il nuovo modello, ragion per cui non potrete sfruttare quella che già utilizzavate in passato (salvo rare eccezioni), ma vi toccherà comprarne una nuova.

Proporta me ne ha inviate alcune da lei prodotte per poterle testare e recensire. Nonostante io non possegga un iPhone 4, mi ritrovo dunque sommerso da custodie per il nuovo smartphone di Apple. Mi toccherà comprarlo.

Fra quelle ricevute ne figura una particolarmente bella e particolarmente resistente. Ottima, quindi. Si chiama Aluminium Lined Leather Case, viene venduta a 29,95 sterline (ma inserendo – come sempre – al momento dell’acquisto il codice MACBLOG10 si otterrà il 10% di sconto sul prodotto) e promette di fornire una protezione efficace al vostro nuovo iPhone 4. All’interno del tessuto sono infatti state inserite delle lastre di alluminio che rendono la custodia rigida e solida senza per questo rovinarla dal lato estetico: realizzata in pelle, risulta più che elegante ed un’ottima scelta per “fortificare” il vostro iPhone.

Se questa non vi soddisfa, si sappia comunque che Proporta offre molte altre custodie, di ogni tipo. In silicone, in pelle e in altri materiali. Offre anche pellicole protettive, per chi è terrorizzato e non prende sonno all’idea di poter rovinare inavvertitamente lo schermo.

Ora non cambia tutto, di nuovo

Dopo aver mostrato l’iPhone 4, averlo descritto accuratamente in tutte le sue caratteristiche, Steve ha fatto partire l’oramai consueto video in cui Johnatan Ive, ed altri simpatici membri al vertice di Apple, pontificano su cosa quel prodotto può fare, su quanto sia rivoluzionario e come la sua introduzione rivoluzionerà le nostre vite. Mi era piaciuto il video in cui Ive pontificava sull’iPad, mi è piaciuto un po’ meno quello di ieri. Forse perché parte della rivoluzione che l’iPhone 4 dovrebbe portare con sé riguarda FaceTime, ovvero quella nuova funzione che permetterà di effettuare videochiamate da iPhone ad iPhone. Forse perché nel filmato dicevano entusiasticamente che FaceTime avrebbe rivoluzionato tutto, di nuovo. No, non succederà, non per me.

Perché le videochiamate non avranno mai successo? L’aveva spiegato David Foster Wallace in un passo di Infinite Jest, riportato in versione originale da kottke.org oggi in occasione dell’uscita dell’iPhone 4, poi diffuso poche ore dopo in italiano da Il Post. Secondo me, ha totalmenteragione.

La buona vecchia conversazione telefonica tradizionale solo audio consentiva di presumere che la persona dall’altro lato stesse prestando un’attenzione completa alla telefonata, e al tempo stesso faceva sì che tu potessi distrarti quando ti pareva. […] Una conversazione tradizionale solo vocale permetteva di immergersi in una specie di fuga semiattenta, ipnotica quanto il viaggiare in autostrada; mentre si parlava si poteva guardarsi intorno, scarabocchiare, darsi una sistematina, levarsi i pezzettini di pelle morta dal bordo delle unghie, comporre haiku sulla rubrica telefonica, mescolare qualcosa sui fornelli; si poteva perfino condurre una conversazione parallela interamente separata con un’altra persona nella stanza usando il linguaggio gestuale ed espressioni facciali esagerate, e tutto questo dando sempre l’impressione di essere attentissimo a ciò che diceva la voce dall’altra parte del telefono. Eppure anche mentre si divideva l’attenzione fra la telefonata e ogni altro genere di piccola cosa, in qualche modo non veniva mai in mente che l’attenzione della persone con cui si era al telefono potesse essere scarsa come la nostra.