L’Open Syllabus Project è un progetto che si è prefisso l’obiettivo di raccogliere i programmi di studio di vari corsi universitari e di analizzarli guardando quali sono i paper più assegnati all’interno di un’università, o quali dominano un particolare campo di ricerca.

Al momento ne hanno raccolti più di un milione, soprattutto da università americane e inglesi. Il Syllabus Explorer, in beta, permette di ordinarli per popolarità e capire, così, quello si studia.

Dal New York Times:

At present, the Syllabus Explorer is mostly a tool for counting how often texts are assigned over the past decade. There is something for everyone here. The traditional Western canon dominates the top 100, with Plato’s “Republic” at No. 2, “The Communist Manifesto” at No. 3, and “Frankenstein” at No. 5, followed by Aristotle’s “Ethics,” Hobbes’s “Leviathan,” Machiavelli’s “The Prince,” “Oedipus” and “Hamlet.”

“The Communist Manifesto” ranks as high as it does (for those wondering) because, like “The Republic,” it is frequently taught in multiple fields — notably in history, sociology and political science.

Apple ha appena pubblicato una nuova pubblicità dell’iPad – titolata We Believe – molto migliore di quelle che l’hanno preceduta. “La tecnologia da sola non è abbastanza” recita il video, diffondendo così uno dei credi dell’azienda. “E’ la tecnologia unita alle arte liberali, alle scienze umanistiche, che ci porta al risultato che fa cantare i nostri cuori”, aveva detto Steve Jobs all’ultimo Keynote. Ora il concetto viene di nuovo ribadito, dedicandogli un intero spot.

This is what we believe. Technology alone is not enough. Faster, thinner, lighter — those are all good things. But when technology gets out of the way, everything becomes more delightful, even magical. That’s when you leap forward. That’s when you end up with something like this.