Prima di Windows 95 Microsoft creò Bob, un sistema operativo che avrebbe dovuto aiutare i non esperti ad avvicinarsi al computer. È una cosa estremamente skeumorfica, con un cane che parla, e applicazioni che stanno su scrivanie e mensole virtuali.

La raccolta di screenshot di toastytech.com rende l’idea meglio. Il sito in generale merita: raccoglie reperti di GUI di OS passati, accompagnati da descrizioni (diciamo che mi ha intrattenuto per buona parte di domenica pomeriggio).

Non una riproduzione ma un’evoluzione

Considers whether Jobs “stole” the personal computer from Xerox, or whether it is more accurate to say that he and Apple adapted some of Xerox PARC’s ideas for a different audience.

Il numero del New Yorker del 16 Maggio contiene un articolo piuttosto interessante per noi Mac Geek, “Creation Myth“, in cui viene narrata la visita di Steve Jobs allo Xerox PARC e la successiva creazione del mouse. Nel corso dell’articolo si prova a spiegare che, al contrario di come vuole il “mito”, Jobs non rubò l’idea del mouse alla Xerox: la storia è un po’ più complessa di come la si racconta.

E’ vero che il desiderio di creare un mouse nacque in Jobs solo a seguito di quella visita ma una delle direttive che Jobs diede all’uomo a cui affidò l’incarico di progettare il mouse era che non somigliasse troppo a quello della Xerox. Doveva avere un solo bottone e non costare 300 dollari. Quello della Xerox, aveva tre bottoni e costava tantissimo.

Quindi cosa prese Jobs dalla Xerox, l’idea del mouse? Non è molto accurato dire questo, visto che la Xerox non ha mai posseduto l’idea del mouse. I ricercatori del PARC la presero dall’informatico Douglas Engelbart. Engelbart sognava già nella metà degli anni ’60 di poter muovere con un oggetto separato dal resto un cursore su di uno schermo. Se prendessimo il mouse di Engelbart, quello della Xerox e quello della Apple e li mettessimo uno di fianco all’altro non vedremmo una riproduzione di un oggetto ma una evoluzione.

E lo stesso vale per la GUI: quella della Xerox aveva sì le icone ma selezionandole veniva mostrato all’utente un pop-up con un elenco delle “scelte” da compiere. Jobs volle portare l’interfaccia grafica un passo oltre ed eliminare questo ostacolo fra “ciò che desiderava fare l’utente” e il computer: se si voleva ingrandire una finestra doveva essere possibile farlo direttamente, prendendone un lato. Gli ingegneri di Apple inventarono poi la menù bar, il menù a tendina e il cestino, tutte funzioni che finirono col semplificare la vita all’utente.

Ovvero quello che Apple fece, in entrambi i casi, fu migliorare l’idea, non rubarla, e adattarla ad un pubblico diverso:

La differenza fra una manipolazione diretta e indiretta, fra tre bottoni e un bottone, fra trecento dollari e quindici, non è banale. E’ la differenza fra qualcosa pensato per gli esperti, che la Xerox aveva in mente, e qualcosa di appropriato per la massa, che Apple aveva in mente. Apple voleva costruire un computer popolare.

Macintosh GUI

E’ nato da alcuni giorni un nuovo sito web inerente al Mac che si prospetta interessate: Macintosh GUI, che offrirà gratuitamente ogni giorno un nuovo desktop, un icona, uno screensaver, un wallpaper diverso dal giorno precedente utile per cambiare l’aspetto esteriore, appunto la GUI, del proprio Mac.

Il sito non da nessuna garanzia che tutti i giorni verranno offerti elementi GUI gratuiti, ma comunque viene specificato che si cercherà di privilegiare questi rispetto a quelli a pagamento.

Un sito utile per tutti coloro che vogliono rendere un po’ più personale il proprio Mac, cambiando l’aspetto di defaut con cui viene venduto. Se vi interessa lo potete tenere sott occhio o con i classici feed rss o, se preferite, via Twitter, con un account appositamente creato.

[Via Mac User]