pointerInternet ci ha rovinato i viaggi

La differenza fra il viaggiare con o senza iPhone è enorme, non solo perché smartphone e internet hanno trasformato i viaggi nell’ennesimo esercizio di vanità, ma soprattutto per come ce li hanno semplificati: quando penso ai viaggi che ho fatto da solo prima di avere uno smartphone o tablet appresso mi chiedo come facevo, anche solamente ad avere la pazienza di andare a cercare la mia posizione su una cartina, che va spiegata e poi ripiegata, e un po’ me ne dispiaccio.

(Non c’è cosa peggiore che approcciare un luogo con la lista delle dieci cose da fare stabilite dagli utenti di Expedia — o qualcosa di simile — con l’ansia di doverle fare, seppur in fretta e senza godersele, solo per tirarci una riga sopra)

Se ne dispiace anche l’autore di questo articolo di Medium, con toni giustamente duri:

By shrinking the world, the tyranny of the web has stifled our capacity for independent discovery, catering to an appetite for foreknowledge that inevitably demystifies foreign places. Instead of taking time to absorb and consider, many people seem more inclined to travel quickly, tick off the ‘don’t miss’ highlights and form broad-brush assumptions based on the bare minimum of immersion. […]

Just realize: if your travelling is a box-ticking exercise; if you predicate even one iota of self-worth on how many countries you’ve visited; if you think in bucket-lists inspired by clickbait ‘10 best’ listicles appealing to the lowest common denominator, from one deluded c*nt to another, travelling isn’t making you interesting. It’s just confirming your position as one of the crowd.”